100 MINUTI DI IMPOSSIBILE
Lo spettacolo del grande Silvan

 

E' ancora forte in me l'entusiasmo per la serata trascorsa ieri in compagnia di uno dei più grandi prestigiatori al mondo, Silvan, personaggio per cui ogni presentazione sarebbe superflua. Lo spettacolo è in programma per le 21.30 nella piazza principale di Darfo Boario Terme, in provincia di Brescia e, approfittando della bella giornata, alle 18.30 sono già in partenza da Brescia con la mia compagna e con alcune tappe intermedie programmate prima di arrivare sul posto. Sono a Boario alle 20.00 circa e subito vado a curiosare nella piazza preposta per l'esibizione serale. Lì, in piedi, a dare disposizioni agli addetti ai lavoro, c'è Silvan: abito estivo bianco, occhiali da sole per non farsi riconoscere dai passanti, per me è una sagoma inconfondibile: il personaggio che, da sempre, è il prestigiatore per antonomasia, di cui da bambino leggevo le rubriche su Topolino e la cui immagine era (ed è) di per sé simbolo della prestidigitazione italiana. Mi individua e ci fermiamo a fare due chiacchere: parliamo di molte cose, del CMI, dell'Academy, del nuovo libro di John Both di cui lui ha curato la prefazione, venendo interrotti solo da una bambina che chiede l'autografo al 'mago della TV'. "Ci vediamo dopo lo spettacolo" dice mentre si dirige in albergo per prepararsi ed io e la mia compagna ne approfittiamo per una cena in un originale locale egiziano.

Alle 21.15 la piazza è gremita di persone, la folla è incalcolabile e le sedie non bastano assolutamente al fabbisogno del vasto pubblico. Fortunatamente io sono seduto in prima fila, di fianco agli organizzatori della manifestazione e mi preparo, come da bambino, a lasciarmi stupire dal mago Silvan. Parte la musica, si catalizza l'attenzione, lui appare… La folla non riesce a trattenere un grande applauso e vari commenti d'affetto e ammirazione nei confronti di un Artista che sono sempre stati abituati a vedere in televisione, da tanti anni, e che ora si ritrovano lì, nel loro paese, in carne, ossa e magia. Silvan apre lo spettacolo con l'apparizione di una ragazza da una scatola in plexiglass colma inizialmente di palloncini che, con grande effetto coreografico, volano verso le stelle. Da qui in poi è una serie incredibile di effetti: grandi illusioni alternate a giochi con il pubblico, effetti di mentalismo, manipolazioni (inutile commentarle), scherzi e battute inaspettate. Eccezionale la levitazione con passaggio pulito dell'anello intorno al corpo della ragazza, emozionante a dir poco l'effetto della 'neve' di Kevin James in cui Silvan ha sfoderato tutte le sue doti di attore raccontando una storia ambientata nella 'sua' Venezia accompagnato in sottofondo dalla colonna sonora di "Edward mani di forbice". Mentre dalle mani di Silvan iniziano a volare coriandoli, da dietro il palco viene sparata una grande nevicata, la musica sale, le luci fanno il resto: impossibile trattenere una lacrimuccia ai lati dell'occhio. Simpaticamente drammatica la presentazione del gioco della ghigliottina con tre bambini, notevole un'effetto di precognizione in cui Silvan e il pubblico lavoravano in simbiosi. Lo spettacolo si è chiuso dopo un'ora e quaranta (cento minuti) con la manipolazione di 140 carte che è valsa all'Artista tanti premi e riconoscimenti e che anche a Boario, una volta di più, non ha mancato di emozionare pubblico e sottoscritto, anche se chi scrive ha già assistito varie volte al numero. Silvan ha preso l'ultimo grande applauso del pubblico ringraziando più volte poi, localizzandomi in prima fila mi ha dedicato un piccolo inchino strizzandomi l'occhio, un gesto che resterà nei miei ricordi per molto tempo. Con l'Artista in scena, tre splendide ragazze in costume e due assistenti di cui uno molto vicino al prestigiatore veneziano: suo figlio Stefano, che ha curato anche la regia dello spettacolo.

Mentre la piazza si svuota noto fra il pubblico Dario Moda, noto prestigiatore torinese e scrittore di alcuni libri sull'arte magica. Con Dario ho intrattenuto per qualche tempo una corrispondenza virtuale via E-Mail e lo incontro per la prima volta dopo aver curato, su un precedente numero di Magia Moderna, la recensione del suo libro "Abracadabra". Scambiamo due parole, con lui il ventriloquo Pietro Ghislandi, poi andiamo dietro le quinte per incontrare, come d'accordo, il protagonista della serata. Riusciamo ad entrare nonostante l'ingresso sia invaso da una cinquantina di bambini che vorrebbero l'autografo. L'attesa è di pochi minuti poi incontriamo Silvan che si è cambiato d'abito e, apparentemente, non mostra segni di stanchezza per le quasi due ore di spettacolo fatto ma, anzi, inizia a salutarci con entusiasmo intrattenendoci ancora con discorsi sulla magia e con un gioco in cui una moneta da duecento lire si trasforma prima in una medaglia raffigurante Papa Roncalli, quindi in una conchiglia che Silvan regala alla compagna del Ghislandi. Non posso non notare come questo Artista, come il grande Bartolomeo Bosco, sia un prestigiatore integrale 24 ore su 24, sul palco e fuori dalla scena. Ci abbandona per qualche minuto per andare fuori a firmare gli autografi ai ragazzi che l'hanno aspettato e mi accorgo che si è unito al gruppetto di colleghi un volto a me noto: Marco Morocutti, sperimentatore del CICAP, il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale, di cui ho parlato spesso su queste stesse pagine. Due parole con Marco, poi è ancora Silvan che torna da noi per terminare la serata ancora parlando e divagando sull'arte magica.

Non dimenticherò facilmente questa giornata: questo grande Artista è degno della bandiera che porta, meritevole dei due Oscar della magia mondiali assegnatigli (unico Artista non americano), assolutamente la più importante icona della prestidigitazione in Italia. Tutto ciò che di cattivo è stato detto e scritto su di lui è solo dettato dall'invidia e dalla superficialità di tutti quei colleghi che credono di 'saperne' di magia e non riescono nemmeno a riconoscere che Silvan, in Italia, è fuori da ogni dubbio il prestigiatore per eccellenza, sulla scena e nella vita, artisticamente e culturalmente. Adesso, per la terza volta, rileggerò il suo libro Arte Magica sentendomi fiero di questo nostro grande italiano, già entrato di diritto nella storia della prestidigitazione, e con sempre presente nel mio cuore quella strizzata d'occhio dal palco…