Una dritta per rifinire lo spettacolo…

Pubblicato su Magia Moderna n° 3 del giugno 1998

Senza nessuna presunzione di voler insegnare qualcosa a qualcuno, scrivo questo breve articolo per affrontare un tacito problema comune a chi, come il sottoscritto, esegue spettacoli di magia parlata "seria" (intesa non come cupa, seriosa ma come opposto a quella comica: forse il termine giusto è "classica"). Ora, tutti noi sappiamo bene quanto sia importante curare i testi negli spettacoli di magia comica (alla Raul Cremona, per fare un esempio): scrivere e studiare battute per i vari giochi o situazioni è d'obbligo e solo una piccola percentuale dello spettacolo è lasciato all'improvvisazione. La stessa cosa, purtroppo, non avviene per chi presenta invece magia parlata "non comica", diciamo "impegnata" (Silvan, Alexander, Tony Binarelli) nella quale le battute di spirito sono tenute al minimo.

A parte i citati professionisti, che quasi sempre dispongono di testi impeccabili, la maggior parte degli artisti che ho avuto la possibilità di vedere all'opera mi ha dato l'impressione di tralasciare completamente questo aspetto. Puntano tutto sull' effetto dei vari giochi che eseguono, carte, foulards, bastoni, palline e intanto parlano, parlano a vanvera alternando lunghe frasi vuote a improvvisazioni spesso di cattivo gusto. Personalmente, da quando dieci anni fa ho iniziato ad esibirmi prima in teatro, poi in televisione a livello locale, ho sempre prestato molta attenzione ai miei testi o meglio a quelle frasi, racconti, aforismi o battute collegate a ciascun effetto parlato che eseguo. Naturalmente non imparo nulla a memoria se non qualche massima o aforisma particolarmente interessante ma per ciascun gioco ho pronte nella mente quelle tre o quattro frasi, con eventuali alternative studiate in base all' evolversi della situazione. Forse peccando un po' di megalomania ispiro i miei testi alle parole di personaggi celebri come Oscar Wilde, Mark Twain oppure da citazioni cinematografiche, (n.d.a. si possono trovare in commercio decine di volumi specializzati nella raccolta di citazioni eccellenti o cinematografiche, spesso divise per categorie: una lettura che giova senz'altro alla mente e al cuore, ve la consiglio…) ma in questo modo sono sicuro di rendere interessanti anche i pezzi "vuoti" della mia esibizione e quindi di non annoiare il pubblico. Provate a terminare il vostro spettacolo dicendo una frase come questa: "Oggi, signori, avete imparato una cosa molto importante: che la magia esiste. Per un'ora avete vissuto una vita parallela in un mondo in cui regna la fantasia e in cui la realtà è solo un'opinione. Signori, oggi è il primo giorno del resto della vostra vita… Buona fortuna!". Questa frase, mia per metà, accompagnata da un sottofondo musicale ben studiato, ha un forte impatto emotivo sul pubblico anche se, a dire il vero, forse non gli è ben chiaro il significato.

Ecco quindi un'altra dritta: disponete nel vostro spettacolo, qua e là, frasi ad effetto che non sempre e non necessariamente vengono capite fino in fondo, ma sono comunque dei punti di riferimento decisivi per quanto riguarda il coinvolgimento emotivo del pubblico. Spero che chi presenta questo tipo di spettacolo possa trarre da questo scritto qualche spunto per il futuro. E se qualcuno ha ancora qualcosa da dire su questo argomento, che mi interessa e appassiona molto, lo faccia su queste pagine.(n.d.a. questo invito era rivolto ai prestigiatori soci del Club Magico Italiano. Naturalmente è sempre valido e, adesso, esteso a tutti…) Nel frattempo: "Restate abbracciati alle vostre illusioni perché se le perdete potrete anche continuare a esistere, ma che vita vuota sarà…" (M. Twain)