Parlando di…
ipnosi da palcoscenico

 

Pubblicato su Magia Moderna n° 6 del novembre/dicembre 1997
e su Scienza & Paranormale n° 19 del maggio/giugno 1998

Recentemente mi è capitato di essere avvicinato da una persona che era rimasta molto colpita da uno spettacolo a cui aveva assistito tempo prima. L' artista, che si definiva illusionista, dopo aver eseguito alcuni giochi di prestigio, chiamava dal pubblico una decina di persone e, ipnotizzandole, faceva fare loro ogni genere di cose: uno abbaiava, convinto di essere un cane, l' altro correva in "moto" su una sedia, ecc. Soltanto tre dei dieci chiamati si dimostrarono "refrattari" all' ipnosi e furono rimandati al posto. Questo il racconto espostomi accompagnato da parole come "incredibile", "sconcertante" e via dicendo. La mia reazione è stata semplicemente quella di congedare la persona invitandola a un mio spettacolo e dicendole di non credere sempre a tutto quello che accade su un palcoscenico. Non sono stato a spiegargli quello che esporrò in questo articolo, per non perdere tempo in un discorso complesso. Tuttavia ho deciso di scrivere oggi quello che avrei voluto dirgli, per chiarire i dubbi che magari qualcuno ha ancora nel vedere "esperimenti" di questo tipo in teatro o in televisione.

DUE PAROLE SULL' IPNOSI

Le origini dell' ipnosi risalgono al 1775 circa, quando uno scienziato di nome Mesmer scoprì, o credette di scoprire, quello che lui chiamò "magnetismo animale". Sosteneva cioè l' esistenza di un fluido magnetico intorno a tutte le cose e agli esseri viventi dal quale dipendevano tutte le malattie e le disfunzioni organiche. Si poteva quindi curare l' uomo agendo su questo fluido. I suoi esperimenti, dapprima con le calamite e poi con le mani nude, diedero ottimi risultati perché effettivamente i malati si rimettevano all' istante. In realtà Mesmer non aveva altro merito se non quello di suggestionare i suoi pazienti che, specialmente nei casi gravi di malattie psico-somatiche (dettate cioè dal cervello e non dal fisico) guarivano per l' effetto chiamato "placebo". Con il passare del tempo questa suggestione venne studiata da altri medici e scienziati che riuscirono a controllarne le proprietà creando quello che veniva definito, nel 1784, "sonnambulismo artificiale". Questa pratica, oggi chiamata ipnosi, è usata tuttora in medicina e specialmente in psicanalisi per portare a galla traumi nascosti o per curare blocchi psicologici. Non spiegherò cosa sia scientificamente l' ipnosi, principalmente perché non sarei in grado di farlo esaurientemente e, comunque, perché non è rilevante ai fini della trattazione. Rimando il lettore che voglia saperne di più sull' aspetto prettamente medico ai centinaia di testi specializzati. Quello che posso dire è che, per certo, l' ipnosi non è una pratica attuabile ai fini di spettacolo e questo per vari motivi. Innanzitutto "stato ipnotico" non significa dover forzatamente fare quello che ci impone l' operatore. In ipnosi la coscienza è comunque attiva anche se in una situazione di rilassamento. Per esagerare diremo, ad esempio, che non è possibile costringere un individuo a commettere un omicidio proprio perché, anche se guidata, la mente sa che si tratta di un' azione sbagliata. Inoltre, per indurre allo stato ipnotico è necessario che:

1) la "vittima" abbia la massima e completa fiducia nell' operatore (che deve quindi essere, ad esempio, il medico di famiglia e non certo un gigione incipriato e in frack che lo ha ingannato fino al minuto prima).

2) venga creata una situazione ambientale adatta al rilassamento con l' abbassamento delle luci e un silenzio pressoché totale (In teatro? Ma va…).

3) venga creata nella persona stessa una situazione di calma e tranquillità per facilitarne il rilassamento psico-fisico totale (Questo, su un palco davanti a 500 persone, è praticamente impossibile).

Per tali ragioni NON E' POSSIBILE IPNOTIZZARE QUALCUNO IN PALCOSCENICO e il discorso vale anche per la televisione. E' semmai possibile "suggestionare" e vedremo più avanti in che modo. Tanto per citare Lubrano, la domanda sorge spontanea: "Ma allora gli ipnotizzatori da palcoscenico come fanno?". Esattamente come tutti noi sospettiamo che facciano, anche se, avendo pagato un biglietto per vederli, rifiutiamo di ammetterlo: SONO D'ACCORDO FIN DAL PRINCIPIO CON LE PERSONE CHE CHIAMANO SUL PALCO. E' previsto anche un pagamento per queste ultime il che rende professionale il rapporto di complicità. Tuttavia l' accordo non è stipulato con tutti gli spettatori chiamati. Possiamo fare l' ipotesi che, su dieci persone scelte, sei siano in combutta con l' artista, tre siano quelli "refrattari" (che strano!) e quindi mandati al posto e l' ultimo, effettivamente suggestionato dalla situazione, si ritrova a fare quello che dice il mago (magari un po' anche per esibizionismo latente). Attenzione a non confondere quindi la "suggestione" con l' ipnosi. Qualche anno fa un mago televisivo fece mettere ad alcune persone le mani congiunte sopra la testa annunciando che al suo comando non sarebbero più riusciti a staccarle. Invitò addirittura i telespettatori a casa a fare la stessa cosa. Incredibilmente successe proprio quanto previsto: al comando le persone in studio non riuscirono più a staccare le mani e, successivamente, giunsero decine di migliaia di telefonate da tutta Italia dove, nei vari salotti privati, si era verificato lo stesso fenomeno "via etere". Sconcertante? No, semplice suggestione attuabile praticamente da chiunque dimostri un po' di personalità e sia quindi credibile. E' chiaro che, tornando al racconto, molte delle persone in studio erano fin dall' inizio d'accordo con l' esecutore e quindi recitavano ad hoc la parte di chi è completamente bloccato da un' entità superiore. Gli spettatori presenti e quelli a casa, suggestionati dalla messinscena, crearono nella loro mente le condizioni psico-fisiche per autoconvincersi di non riuscire realmente più a staccare le mani. E' il cervello che comanda il corpo. Ricordate che addirittura i sintomi delle malattie fisiche possono essere riprodotti dalla nostra mente. A voi ora distinguere la suggestione dall' ipnosi quando assisterete a spettacoli simili.

CONSIDERAZIONI

Qualcuno ha detto che tutto quello che fa spettacolo può essere sfruttato per fare spettacolo e questo è evidente in particolare nell' ultimo decennio. Per quanto mi riguarda (essendo in disaccordo con questa massima) l' ipnosi da palcoscenico, che qualcuno considera addirittura una branca della prestidigitazione (sigh!), NON E' spettacolo o almeno non dovrebbe esserlo in quanto è una truffa a tutti gli effetti. Sarebbe come se un prestigiatore che esegue numeri con le carte si mettesse d' accordo prima dello spettacolo con uno spettatore sulla carta da scegliere per poi indovinarla senza difficoltà. Truffa nei confronti degli spettatori, che sono poi quelli che pagano il biglietto. Truffa e ladrocinio, puri e semplici. Questo parlando di uno spettacolo basato sull' ipnosi da palcoscenico. In realtà c'è un limite nel quale poter accettare, a mio avviso, questa pratica e cioè quando essa è utilizzata come contorno in un vero numero di illusionismo. Ad esempio quando l' esecutore "ipnotizza" la propria valletta prima di farla levitare. In questo caso non si tratta più di far credere qualcosa a qualcuno ingannandolo, ma semplicemente di abbellire un effetto con una finezza in più. Per concludere desidero precisare che non ho scritto questo articolo per "rovinare" chi, ancora oggi, presenta questo tipo di spettacolo. Se così fosse, avrei inviato il pezzo a qualche rivista di pubblico dominio e non a un periodico riservato ai soli prestigiatori. Quello che ho espresso è il mio parere e il mio sdegno nel vedere che, persone che si definiscono "prestigiatori" e quindi miei colleghi, propongono questo tipo di spettacolo che, ripeto, è a mio avviso una reale truffa. Ma è solo questione di coscienza e dignità professionale e so che chi ha fatto fino ad oggi ipnosi da palcoscenico continuerà a farla nonostante tutto. Mi dispiace solo per il pubblico che incontreranno che, ignaro di tutto, pagherà il biglietto al loro "show". Per quanto mi riguarda presenterò sempre spettacoli in cui non è mio interesse attribuirmi poteri soprannaturali, in cui continuerò a estrarre mazzi di carte, palline e anelli, mancando forse di originalità ma contribuendo ad onorare l' unica "arte dell' imbroglio" che si mantiene, da sempre, magicamente onesta.