La vita è una magia

Pubblicato su Magia Moderna n° 2 - aprile 1999

Qualche anno fa portavo avanti uno spettacolo che aveva proprio questo titolo: "Life is magic", la vita è una magia. Una frase come un'altra, di discutibile valenza poetica ed esterofilismo latente, scelta senza rendermi conto della verità che conteneva. Oggi, mentre scrivo, mi accorgo che la vita di ciascun prestigiatore è veramente magica, anche al di là degli spettacoli e degli effetti, e non parlo così solo perché mentre scrivo è praticamente Natale, ma perché mi è successo un fatto che mi ha aperto gli occhi e sono sicuro che non mancherà di far pensare anche qualcuno di voi, cari colleghi a cui mi rivolgo.

Devo anzitutto premettere che questo mese, dicembre, è stato per me colmo di spettacoli che mi hanno portato un po' in giro per la mia provincia in situazioni completamente differenti fra loro. Quando ogni giorno devi truccarti e prepararti (a me ci vuole come minimo un'ora) e partire per paesi che nemmeno conosci senza sapere a cosa vai incontro, ti trovi a volte con pensare alla magia un po' come a un peso e cominci a muoverti con in mente quasi solo il compenso che riceverai per la tua opera. E così anche ieri sera sono partito con questo spirito verso il piccolo paese dove il mio spettacolo avrebbe fatto da cornice alla proiezione del film d'animazione "Anastasia" in un cinema locale. La cosa era molto ben organizzata, manifesti in tutto il paese, gente a mia completa disposizione, eppure il fatto di dovermi fermare lì tre ore dovendo fare mezz'ora prima e dopo il film, mi ha reso lunatico e scontroso per tutta la giornata (tra l' altro una fredda e piovosa domenica). E' stata quindi una liberazione, fisica ed emotiva, partire la sera per tornare a casa.

Questo viaggio di ritorno, di circa mezz'ora, credo che lo ricorderò per molto tempo perché mi ha regalato quella verità di cui ho accennato all' inizio che, accecato dalla vanità di altre cose, da tempo non consideravo più. Per essere sincero questa verità mi è stata donata dalla mia compagna, una persona che non solo mi segue pazientemente in ogni mio spettacolo con entusiasmo ma riesce a vedere le cose in modo nuovo facendomi spesso notare realtà a cui non avrei mai pensato o, come in questo caso, a cui non avevo pensato da tempo. Il tutto è stato introdotto da una mia frase tristissima: "Ecco un'altra domenica persa, speriamo almeno che l'assegno sia coperto…". Non mi ci riconosco in queste parole ma l'ho già detto, ci sono periodi in cui ci si dimentica l' entusiasmo infantile che ci ha fatto scoccare la scintilla per diventare prestigiatori. Lei me l'ha ricordato: "Ma ti rendi conto" mi ha detto "di quanto sei fortunato per quello che fai, per quello che hai fatto oggi? Mentre tu ti esibivi ho guardato le facce dei bambini, dei genitori e nei loro occhi ho visto stupore, allegria, gioia… e il merito era tuo. Tu hai il potere di regalare attimi di felicità a gente che, seppur non ti conosce, impara subito a volerti bene. Come fai a non dare importanza a tutto questo?…". In quel momento avrei voluto sprofondare nel sedile.

Ogni prestigiatore, ognuno di noi, ha questo grande 'potere', questo immenso privilegio di regalare al suo pubblico vere emozioni, un frammento di felicità, eppure spesso ce ne dimentichiamo. Alcuni di noi si concentrano troppo sulla tecnica, altri si esibiscono solo per i soldi. Io credo sia più importante fare spettacolo con questo scopo: dare emozioni! E ho deciso che mirerò a questo nel preparare le prossime esibizioni. Questo non significa che la tecnica o il guadagno non siano importanti. Sto solo dicendo che mentre ci esibiamo dovremmo metterli in secondo piano e guardare invece gli occhi di un qualsiasi nostro spettatore, se ne abbiamo la possibilità, cercando di leggerne l'emozione che sta provando e capendo che quello è un nostro dono: gratuito perché impagabile. Pochi hanno questo potere, io l'avevo semplicemente dimenticato, non fate il mio errore. La vita è magia e noi ne siamo fruitori in primis, con l' obbligo tuttavia di esserne anche attenti dispensatori. E non di tecniche perfette, non di effetti speciali: di magia… Questo che abbiamo acquisito è un privilegio unico. Non sottovalutiamolo mai. Auguri a tutti.