Magia e prestidigitazione

Viaggio fantastico tra illusionisti e stregoni. Chi sono? Quali sono le differenze tra gli uni e gli altri? Come si pongono entrambi nel contesto religioso?

Pubblicato su La Voce di Niardo n° 6 del giugno/luglio 1995
e su Magia Moderna n° 2 del aprile 1998

 

Quando una moneta scompare o un coniglio salta fuori da un cappello precedentemente mostrato vuoto, si crea una situazione che esula dalle normali facoltà umane; viene a mancare quella colonna portante chiamata realtà che lascia invece il posto all' illusione di poter credere nella fantasia. Se una donna continua a sorridere mentre viene tagliata in tre pezzi, ci si trova a vivere nel mondo in cui ci rifugiavamo quando eravamo bambini, quella terra fantastica in cui tutto è possibile. Dove la realtà perde il concetto di razionalità… inizia la magia.

Personalmente, di tutte queste cose ci vivo! Eppure, quando mi guardo allo specchio, non vedo altro che una persona reale che si scontra quotidianamente con i problemi della vita e che non assomiglia minimamente a Mago Merlino o ai folletti delle fiabe. E infatti io sono un semplice prestigiatore… Con questo articolo intendo spiegare, nel limite delle mie possibilità, cos'è la "magia" e cos'è la "prestidigitazione", quali sono le limitazioni dell' una e dell' altra e come si pongono entrambe nel contesto religioso, certo che questo mio saggio contribuirà a fare un po' di luce nei pensieri dei molti che ancora confondono gli illusionisti con i maghi. Per capire a fondo il problema dobbiamo innanzi tutto affrontare il discorso storico.

La "prestidigitazione" nasce in Egitto alcuni millenni prima della nascita di Cristo (non esistono dati precisi). Nella stele di Westcar si narra di un certo Tettetà di Tettuseneferù che intratteneva il faraone Cheope con esperimenti in cui un'anatra veniva decapitata e risanata e dove un pesante portale si apriva da solo. Pur essendo semplici giochi di prestigio a Tettetà non fu difficile far credere al faraone e al popolo di possedere poteri "magici": ecco quindi che appena nata la prestidigitazione già si confondeva con la magia, e con la religione che aveva l' appannaggio su qualsiasi potere non umano. Dal tempo di Tettetà fino al Medioevo ci fu una vera e propria escalation di maghi e stregoni che si guadagnavano il favore dei sovrani e il timore del popolo grazie ad artifizi spacciati per "poteri sovrumani", complice anche l' ignoranza della gente per le scienze chimiche e tecniche dell' epoca che spesso fornivano il mezzo ai mistificatori per i loro esperimenti. Il Medioevo fu una fase particolarmente delicata nella storia della prestidigitazione. Infatti, se da una parte era iniziato il tempo in cui alcune persone avrebbero usato i trucchi "magici" come forma di spettacolo (i "giocolatori" dell' epoca, ovvero i prestigiatori), dall' altro la Santa Inquisizione non perdeva tempo nel mettere al rogo chiunque fosse anche solo sospettato di stregoneria e ne fecero le spese anche parecchi prestigiatori. Con il Medioevo si ha quindi lo scontro tra magia e religione, un voltafaccia che aveva lo scopo di eliminare molta gente scomoda con la scusa che la stregoneria rappresentava "il seme di Satana". Gli anni che vanno dal 1500 ai nostri giorni segnarono l' epoca più florida per i prestigiatori: l' illusionismo iniziò ad essere considerato un' arte e i giocolatori venivano invitati da Re e Imperatori e si esibivano nei più importanti teatri, presentandosi comunque come semplici uomini che facevano sparire ed apparire oggetti grazie alla propria abilità. Per contro, intanto, gente con meno scrupoli spacciava questa abilità per vera "magia" e nacquero così i primi medium ai quali rivolgersi per problemi d'amore o per poter conferire con i propri cari defunti e che facevano pagare molto care le loro prestazioni. Ad oggi la situazione non è cambiata: da una parte si vedono i prestigiatori che, in teatro o in televisione, stupiscono e divertono il pubblico con le loro manipolazioni, dall' altra, pseudo maghi di chissà quali tradizioni stregonesche convincono la gente di poter leggere il futuro o di saper guarire le malattie con i loro presunti fluidi magici, goffi messia moderni che non hanno nient' altro in mente che spillar quattrini agli ingenui che ripongono fede in loro. La religione, dal canto suo, deve costantemente prestare attenzione e controllare la veridicità di fenomeni quali madonnine di gesso che piangono sangue e incredibili guarigioni miracolose.

Dove finisce la magia e dove inizia la realtà? La risposta è semplice, sfiora la banalità ma è l'unica vera e da tenere bene in mente quando ci imbattiamo in questi fenomeni: LA MAGIA NON ESISTE! Gli artifizi che i presunti "veri maghi" spacciano per manifestazioni paranormali sono TUTTI riproducibili artificialmente con trucchi di prestigio. Lo stesso Harry Houdini (1864 - 1929), il più grande illusionista di tutti i tempi, intraprese una vera e propria guerra contro i falsi medium sfidandoli a mostrargli fenomeni che lui non fosse riuscito a riprodurre artificialmente. Il risultato? Houdini smascherava imman-cabilmente i trucchi utilizzati, talvolta incredibilmente ingegnosi. Per concludere desidero citare Oscar Wilde che in un' occasione fece capire come la gente ha un estremo bisogno di credere nella magia, di aggrapparsi a qualcosa per combattere la dura razionalità della vita. Ma attenzione: non si cada nella trappola della troppa credulità di fronte a ciarlieri medium o a madonne che lacrimano sangue. Per soddisfare questo bisogno esistono i prestigiatori che, senza voler ingannare nessuno, da migliaia di anni fanno vivere chi vuole divertirsi, in un mondo apparentemente irrazionale in maniera completamente onesta.

Ed Alex? Beh, io sono uno di questi e non mi si chieda più, come è già successo, di fare le carte o di leggere il futuro: il futuro dobbiamo costruircelo da soli, giorno dopo giorno con le cose in cui crediamo e con le persone a cui vogliamo bene, facendo in modo che le uniche magie di cui fidarsi siano quelle di Silvan, espressamente mistificate ma sempre, magicamente innocue…