Visita a Blois

Sulle tracce del più grande mago di tutti i tempi

Pubblicato su Magia Moderna n° 2 - aprile 1997

Ognuno di noi, credo, prendendo in considerazione l' Arte magica e, quindi, la sua entusiasmante storia, è rimasto colpito dalla vita e le opere di almeno un illusionista del passato. Personalmente, sono stato influenzato in particolare dalla biografia del francese Jean-Eugene Robert, in arte Robert-Houdin, considerato da molti il più grande illusionista di tutti i tempi. Nel programma delle mie scorse vacanze francesi decisi quindi di includere una capatina a Blois, città natale dell' artista, con lo scopo di visitarne la tomba, da sempre meta dei prestigiatori di tutto il mondo.

Era il 15 agosto e, alle 9.00 del mattino, partimmo in treno da Parigi. Intrapresi il viaggio con un amico, importante collaboratore nei miei spettacoli di magia nonché prezioso compagno di avventure e di viaggi. Le due ore di tragitto ci regalarono un panorama stupendo: campi immensi nei quali sbucavano qua e là piccoli paesini caratteristici, sfrecciavano davanti a noi quasi a volerci ricordare che la Francia è meravigliosa anche fuori Parigi. Nonostante mi fossi sempre immaginato Blois come una città magica e, quindi, indiscutibilmente stupenda, durante il viaggio dissi a Max che probabilmente non ci stavamo recando in una città d'arte, anche perché, rovistando tra le varie proposte turistiche francesi, Blois non era inclusa in nessun itinerario. Giunto a destinazione fui raggiunto da un' emozione incredibile: il fatto di essere nella città di Robert-Houdin mi fece tornare alla mente alcuni episodi della vita dell' artista legati a quel posto. L' aria che respiravo era magica. Guardavo la gente con la voglia di gridare ad alta voce il nome "Robert-Houdin" rischiando, tra l' altro, di essere preso per pazzo. Tornato con i piedi per terra, esaminai la cartina della città alla ricerca del cimitero comunale e lì scoprii una cosa che non mi aspettavo: Blois era molto più grande di quanto immaginassi e i cimiteri cittadini erano tre. Visto però che il più grande di questi si trovava proprio dietro la stazione, decidemmo di tentare la fortuna e dirigerci in quello, considerato che, comunque, non avremmo perso molto tempo. Nel frattempo ci attendeva un' altra sorpresa.

Appena usciti dalla stazione ci accorgemmo che Blois era una bellissima città, ricca di angoli caratteristici e, per alcuni aspetti, proiettata ancora nel secolo scorso. Un imponente castello del XVI secolo faceva da padrone non solo sul panorama, ma anche sulle cartoline del posto. Dopo una ventina di minuti giungemmo al viale in fondo al quale imperava la sacra maestosità del cimitero. Entrammo cercando la casetta del guardiano ma la fortuna ci fu nemica: eravamo entrati infatti dal cancello posteriore e il posto di guardia era dunque esattamente dalla parte opposta. Impiegammo un altro quarto d'ora a raggiungere la nostra meta: il cimitero era immenso e iniziavo a pensare che solo un "mago" avrebbe potuto trovare lì dentro la tomba che cercava. Tra l' altro non eravamo neppure sicuri che quello fosse il cimitero giusto ma ora il dubbio ci sarebbe stato tolto dal custode. Suonai il campanello: nessuno. Riprovai invano. Chiesi allora a due anziane signore entrate in quel momento come avrei potuto rintracciare il guardiano del cimitero. Mi risposero che, vista l' ora, probabilmente era a pranzo, ma sarebbe sicuramente tornato nel pomeriggio. Guardai Max. Lì per lì non avevo voglia di aspettare e mi lanciai, con poca speranza a dire il vero, chiedendo alle due gentili signore se conoscevano il luogo in cui era sepolto "le magicien Robert-Houdin". Fu in quel momento che vidi dipingersi sui volti delle donne la soddisfazione di chi sa di avere un concittadino importante. Quando dissi che ero un prestigiatore giunto apposta dall' Italia mi condussero loro stesse davanti alla tomba dell' artista.

Ero lì e l' emozione cresceva dentro di me come non mai. Riconobbi il mausoleo che, tra l' altro, avevo visto pochi mesi prima in una fotografia nella quale vi era anche David Copperfield con una targa da lui posta in omaggio all' illusionista francese. La targa c'era ancora insieme ad un vaso di fiori, probabile omaggio di qualche altro collega. La tomba era sobria e non troppo appariscente: una stele in marmo sovrastata da una croce e con un bassorilievo che raffigurava il profilo di Robert-Houdin. Stetti lì qualche minuto e mi persi nella storia… Quando uscimmo dal cimitero avevo ancora i brividi in tutto il corpo. Max mi riportò alla realtà proponendomi una visita alla città, cosa che mi entusiasmò visto che, come ripeto, Blois si era rivelata una città davvero stupenda. Imboccammo un grande viale alberato che conduceva al castello, fulcro turistico della zona, ci godemmo la maestosità dell' edificio e, girandogli intorno, scoprimmo una vietta rimasta indiscutibilmente indietro di un secolo. Essendo solo pedonale si poteva tranquillamente curiosare nelle vetrine di negozietti vecchio stile tra i quali un rigattiere che proponeva vecchi libri e varie chincaglierie. Purtroppo, essendo giorno di festa, i punti vendita erano chiusi. Camminando e puntando lo sguardo qua e là, ad un certo punto mi trovai faccia a faccia con qualcosa di famigliare: un poster raffigurava la caricatura di un prestigiatore che, avendo tagliato in due una ragazza, si accorgeva con rammarico che la vittima era davvero rimasta divisa e sanguinante. La vignetta era accompagnata da un' incapibile battuta in francese. Mi avvicinai alla vetrina e lessi di cosa si trattava: "CIRCLE DE MACICIENS BLOISIENNE".

Mi trovavo, per pura coincidenza, davanti al club magico locale che, a giudicare dalla sede, nella quale spiai e scoprii foto di illusionisti antichi e contemporanei appese alla parete, doveva essere assai frequentato e con molti soci provenienti probabilmente anche dalle città vicine. Mi guardai intorno, deciso forse a trovare un punto di riferimento per un eventuale futuro ritorno, e sulla parete di fronte a me vidi qualcosa che mi gelò il sangue nelle vene e mi fece salire le lacrime agli occhi: una scritta, bianco su azzurro, chiara ed emozionante: RUE ROBERT-HOUDIN.