FABRIZIO BOLIVAR
480 CARATTERI SPAZI INCLUSI

Ho avuto il piacere di conoscere Fabrizio durante un'ospitata a "Rivediamoci..." su la9. E' nata da subito una spontanea amicizia e lui ha voluto regalarmi un suo libro intitolato "480 caratteri spazi inclusi". Si tratta di una raccolta di brevi racconti che hanno in comune proprio la lunghezza (ogni racconto è formato cioè esattamente da 480 caratteri, spazi inclusi, come fossero 3 sms). Me ne sono innamorato: leggerli era come mangiare le ciliege, uno tirava l'altro.
Così ho deciso di proporvene qualcuno in questa pagina, sicuri che non potrete resistere e comprerete il libro!
Alex Rusconi

Fabrizio Bolivar
480 Caratteri spazi inclusi
ed. Compagnia dei Librai, 2006
www.compagniadeilibrai.it

Fabrizio Bolivar è nato nel 1968 e morirà il 21 luglio 2008. Vive e lavora a Mantova. Non ha cani, gatti, canarini o fidanzate. Nel 2004 ha pubblicato la raccolta di racconti "Maledetta vita". Scrive bellissime e spumeggianti sceneggiature cinematografiche per il cassetto del suo comodino.

 

L'indisciplinato

Larry si accese una paglia. Tutti lo guardarono. Cosa c'è? chiese lui. Larry, siamo in sala operatoria, cazzo! disse il chirurgo abbassando la mascherina. Larry la spense e si guardò un po' in giro. Poi inziò a pigiare i tasti di un macchinario. Allora, la smetti? Passarono due minuti e si sentì suonare un cellulare. Pronto, disse Larry. Basta, ci rinuncio, non si può lavorare così, disse il chirurgo. Tutta l'équipe uscì dalla sala operatoria. Almeno ricucitemi, gridò Larry.

La buona azione

Prego signora, si accomodi, le lascio il posto. No no, grazie, stia pure seduto lei. La prego signora, insisto, io sono giovane. No no, non si preoccupi, grazie, sto meglio in piedi. Ma non si faccia scrupoli, su avanti, si sieda. Senta giovanotto, la ringrazio di nuovo, ma sono quasi arrivata, non importa, davvero! Se non lo vuole fare per se stessa lo faccia almeno per me, devo compiere una buona azione, la prego. Cristo, la smetta, ho le emorroidi! Fottiti, brutta vecchia!

Tradimento perfetto

Aveva sistemato tutto. Non c'erano rimasti peli o capelli sospetti. Nemmeno sotto il divano. Anche i profumi erano stati tutti eliminati. Le lenzuola erano state cambiate. La spazzatura, gettata. Di graffi sul collo o sulla schiena non ne aveva. Sua moglie non l'avrebbe mai scoperto. Mai. Era stato attento a tutti i dettagli, ad ogni minimo particolare. Chi è quella ragazza nuda su nostro balcone? gli aveva chiesto lei di rientro dal lavoro. Merda, qualcosa gli era sfuggito.

L'uomo di troppo

Jack era all'ospizio. Con la testa non c'era più. Ora dormiva. Suo nipote Adam lo guardava. Si sentì battere sulla spalla. Un vecchietto in pigiama gli puntava il bastone. Ehi, gringo, qui siamo in troppi, disse. In giro non c'era nessuno. Il vecchio indicò un deambulatore. Sali sul cavallo e sparisci, gli disse. Adam estrasse di colpo il cellulare. Ed ora come la mettiamo, amico, disse Adam. Butta quella pistola, si sentì dire alle spalle. Era Jack, con il pappagallo in mano.

Il vecchio Nestore e il prete di San Benedetto

Il vecchio Nestore aveva 82 anni. Al bar era un mito. Voleva che i ragazzi trombassero più donne possibile, e per questo cercava di insegnar loro le tecniche di seduzione. Le cose da dire e quelle da non dire, i luoghi dove portarle e le mosse per l'approccio. Era un po' come il prete di San Benedetto, che da quando il medico gli aveva assolutamente proibito di fumare, girava solo con l'accendino. E appena qualcuno estraeva una sigaretta, lui era lì, pronto ad accendergliela.

Il cavaliere

Scese da cavallo, si tolse l'elmo e bussò alla porta. Aprì proprio lei. Fuori solo buio. E cicale. Oh, mia amata, disse lui appoggiando un ginocchio a terra. L'armatura scricchiolò. Questo è per te, le disse porgendole un pacchetto. Ho oltrepassato il bosco delle tenebre, e lo rifarei altre mille volte, per un tuo bacio, per un tuo sorriso. Chi era? le chiese il padre davanti alla playstation. Nicola, rispose lei. Ancora quel deficente? Com'era vestito stavolta? Da Superman?

Lezione di politica

Al bar Frank stava tenendo un comizio dei suoi. Gli ideali che io, mica la politica che loro vanno al cine gratis con le tessere, così gli ideali, ma quale ministro qui e partito qui, disse tra l'indifferenza generale. Quando si fermò tutti alzarono la testa dalle loro carte. Frank era in difficoltà. Ci pensò Nic a sbloccarlo. E gli ideali? disse. Bravo, riprese Frank. Io perchè gli ideali, mica come i fascisti che son sempre al cine... Durò altri 5 minuti, poi si addormentò.

Fabrizio Bolivar e il mago Alex al Carnevale di Corte 2007