Umori incompresi

Inabissandomi nelle pieghe di un cuore triste
Inutilmente scavo la fossa di un vivente.
In un abbandono di futile malinconia
Senza ragione di dolore,
Trattengo vane lacrime da commedia.

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Riflessi d’arcobaleno nel fumo

Aggiungendo parole a discorsi ormai persi
ho composto emozioni blandendone il senso,
inghiottendo sapori e colori diversi
vivo aperto in un angolo vuoto ed immenso.
Senza tema per quello che dico o che penso
ora traccio con cura spasmodici versi.

Mi si chiede se penso al destino che aspetta,
se la vita mi ha mai regalato illusioni,
come ho fatto a inventarmi una storia perfetta,
perché, senza vergogna, io scriva canzoni.
Sto soltanto lasciando vagare emozioni:
non importa se tornano o scappano in fretta.

Conversando con alberi e fiori di prato
mi son fatto la fama di povero matto,
ma vorrò ben vedere alla fine di tutto
chi la gioia più grande avrà conquistato…

pubblicata sul volume Il Club degli Autori 1999-2000 - editore Montedit

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Compagni di vita

Mentre gemevo per incontestabili tristezze
abbandonato da ogni stilla di sollievo.
Mentre nascondevo con una farsa di sorrisi
l' insicurezza di un cuore tormentato
e una forza falsa in ogni direzione
celava le malinconie più oscure.
Mentre di notte solitudini forzate
blandivano ogni vano tentativo di volare…
Voi, comunque, c' eravate.
Se posso ringraziarvi ora che volo,
lasciatemi baciare i vostri passi.

pubblicata sul volume Il Club degli Autori 1999-2000 - editore Montedit

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Il venditore di sollievo

Cerca il mio aiuto, dolce amica
perché sempre lo troverai
e troverai, per te, la mia spalla
se vorrai piangere i tuoi guai.
Se nel tuo cuore si apre una falla
abbi fiducia in questa forza antica
che è l’ amicizia.
E nei tempi di dolore e mestizia
puoi contare su di me,
e già lo sai.

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Fuori dal tempo

E così,
ci siamo ritrovati tutti insieme
a contare le stelle,
in un momento staccato dal tempo,
con il cuore nella nostra mano…
E all’improvviso,
da quel fulgore,
è nato un piccolo, fragile fiore.
Ci siamo guardati,
perdendo il conto,
e parlando d’altro…

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Epitaffio

Il cuore che ti ho preso, te lo rendo
perché mi accorgo adesso che è finita,
ma di fronte alle sfide della vita
lo sottoscrivo ora: non mi arrendo.

E i frammenti di tempo che io spendo
non mi fan certo vincer la partita
perché ogni singola pagina ingiallita
mi rende tutto quanto meno orrendo.

Mi salverò alla fine se, correndo,
mi approprierò dell’ultima salita
quella che porta, triste dipartita,
a piangere, dicendo:
“sto morendo”…

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